La grande cisterna della flotta imperiale, il centro storico e il promontorio di Capo Miseno.
Il promontorio di Miseno ospitò il principale porto militare romano del Mediterraneo occidentale, sede della classis Misenensis, la flotta imperiale. Le grandi opere idrauliche del territorio — cisterne, condotti, serbatoi — servivano proprio a rifornire d'acqua le navi e gli equipaggi.
La più grande cisterna romana conosciuta: 48 pilastri scandiscono una sala scavata nel tufo che riceveva l'acqua dell'acquedotto augusteo del Serino e riforniva la flotta di Miseno.
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Due livelli sovrapposti di ambienti scavati nella collina, appartenuti al sistema idrico di una villa romana affacciata sul mare.
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Il borgo si è sviluppato sopra e attorno ai resti romani: vicoli, scale e case affacciate sul mare convivono con cisterne e murature antiche riutilizzate nei secoli.
Conosciuto anche come Maremorto, in età romana costituiva la darsena interna del porto militare, collegata al mare aperto da un canale.
Il promontorio che chiude a occidente il golfo di Napoli: dal sentiero verso la sommità lo sguardo corre su Procida, Ischia e il Vesuvio.